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Storia

Dal 1904, una famiglia al tuo servizio.

L’hotel Maderno, viene progettato e realizzato come albergo da Erculiani Bernardo Filippo (29/03/1867 -30/10/1945) nel 1904.

La struttura di tipo Liberty si rifà allo stile architettonico del periodo che In Italia ebbe inizialmente il nome di «Floreale», per assumere poi il più noto nome di «Liberty» dal negozio di un commerciante di oggetti orientali a Londra, Arthur Lasenby Liberty. Questo stile presente e diffuso nelle costruzioni gardesane ne caratterizza il paesaggio..

Lo spirito imprenditoriale nel settore turistico alberghiero  di Erculiani Bernardo Filippo inizia precedentemente alla costruzione dell’Hotel Maderno, con la gestione di una pensione denominata ‘Villa delle Rose’ sita in via Tito Speri a Maderno, oggi abitazione privata.

Nei primi del novecento Bernardo Erculiani  con il fratello imprenditore edile diede inizio ai lavori per la costruzione dell’Hotel Maderno e dell’adiacente caseggiato denominato allora Hotel Maderno Villa delle Rose ubicati rispettivamente in via statale 12 e 13.

Dal matrimonio con Cescotti Caterina avvenuto nel nel 1821 nascono 6 figli.  Inizialmente è l’unico figlio maschio Antonio a gestire l’hotel Maderno con il padre. In seguito al figlio verrà dato un altro hotel denominato Hotel Benaco ubicato sul lungolago Zanardelli fino alla sua cessione. Ad Antonio subentra la sorella Anna che inizialmente con il padre e poi da sola gestirà l’Hotel Maderno.

Anna Erculiani si sposa con Pietro Piva originario di Venezia classe 1893 Ufficiale  di marina radiotelegrafista  destinato nel 1918 alla flottiglia M.A.S. (Motoscafo Armato Silurante) in pattugliamento sul lago di Garda. Con il marito gestisce l’albergo che durante gli anni dall‘ottobre 1943 all’aprile 1945 venne requisito dalla R.S.I (Repubblica Sociale Italiana).

Il prefetto di Brescia requisì in data 14 ottobre 1943 l’albergo Maderno come sede del Ministro dell’interno Guido Buffarini Guidi. Da Bologna arrivò l’antiquario Stanzani che arredò il pianterreno dell’albergo con mobili, tappeti, tendaggi e quadri.

Ad Aprile del 1944 il Ministro si spostò all’ex albergo Bristol.

L’albergo era munito di un posto di guardia di polizia 24 ore con garage per 20 auto.

Anna e Pietro ebbero quattro figli  (primo deceduto alla nascita)  Pietro, Caterina, Luigi, e Filippo.

Il figlio Pierluigi classe 1925 affianca la madre nella gestione dell’ Hotel Maderno alla sopravvenuta morte del padre nel 1947. Continua ad occuparsi dell’albergo  con il supportato poi dalla moglie Irene. I figli di Pierluigi e Irene,  Maurizio e Lucia Piva, pur avendo un’attività propria,  all’oggi, con la compresenza del padre, gestiscono l’Hotel. Rappresentano la quarta generazione che si sussegue nel portare avanti l’attività alberghiera iniziata dal loro bisnonno Erculiani Filippo.

 Il 23  settembre 1943 si costituisce ufficialmente il governo della Rsi con sede nel comune di Salò (Brescia).

Il soprannome “Repubblica di Salò” nacque in un certo senso per caso. A Salò avevano sede il ministero degli Esteri, quello della Propaganda (il famoso MINCULPOP), oltre all’agenzia Stefani, l’agenzia stampa ufficiale del regime, e gli uffici dei corrispondenti. Le principali comunicazioni del governo insieme ai comunicati giornalistici erano inviati da Salò, e quelli dei due ministeri cominciavano con le parole “Salò comunica”. Il nome di Salò finì quindi col diventare un sinonimo del governo stesso. La Repubblica cadde non appena l’esercito tedesco abbandonò l’Italia, nell’aprile del 1945. Era durata 19 mesi, senza mai esercitare un potere di fatto. Formalmente fu disciolta il 29 aprile 1945

Il governo della Repubblica di Salò era decentrato e sparso per gran parte dell’Italia del nord e vedeva interessati parecchi comuni del lago di Garda, molte ville e hotel a partire da San Felice, Salò a Limone furono requisiti e adibiti a luoghi amministrativi o di ricevimento, Mussolini risiedeva a Villa Feltrinelli a Gargnano.

Tra questi anche L’Hotel Maderno, con un decreto emanato dalla provincia di Brescia venne requisito dall’ottobre del 1943 all’aprile 1945 e destinato inizialmente a sede del ministero dell’interno Buffarini Guidi e in seguito destinato a foresteria del gerarchi del governo della R.S.I.

L’albergo era munito di un posto di guardia di polizia 24 ore con garage per 20 auto.

Dal maggio del 1945 a settembre dello stesso anno venne requisito dall’esercito americano.

IL MINISTERO DEGLI INTERNI

RSI

Aneddoti storici

Raccontati da Pierluigi Piva.

Nel 1943 avevo 18 anni e mio padre (Pietro Piva) era titolare dell’albergo Maderno che venne requisito nell’ottobre di quell’anno fino al marzo 1944 e divenne la sede provvisoria del Ministero degli Interni, affidato a Buffarini Guidi.

In tutto quel periodo l’albergo venne frequentato dai maggiori personaggi della R.S.I., come il generale Graziani, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Barraccu, da gerarchicome Farinacci eBombacci e anche da Giovanni Gentile.

Inoltre vi viveva stabilmente la famiglia del segretario particolare del Duce Dolfin. Per questo fui testimone indiretto dell’episodio riguardante la grazia di Galeazzo Ciano.

Infatti, durante il processo veronese nei suoi confronti, la sera del 10 gennaio 1944, arrivò con un porta-ordine la domanda di grazia redatta dallo stesso Ciano e indirizzata a Mussolini.

I gerarchi presenti discussero animatamente sul da farsi  sino alle quattro del mattino e decisero infine di non far pervenire la richiesta al Duce.

Una sera del 1944 arrivò in albergo Pietro Kock con un’amica, nell’atrio dell’albergo si trovava il prefetto Dolfin, segretario particolare di Mussolini, che alloggiava in albergo con la famiglia, composta dalla moglie e 2 bambini piccoli.

Constatando che l’amica di Kock era affetta da una malattia infettiva ebbe una discussione con Kock pretendendo che la signora non alloggiasse in albergo per non contagiare i famigliari.

Nel gennaio del 1944 durante un mitragliamento aereo  venne colpita, davanti all’albergo, la vettura del prefetto Basile che si salvò ma venne colpito mortalmente l’autista. Di questo avvenimento rimangono i segni dei proiettili nelle colonne dell’entrata

Durante il cambio di guardia all’Hotel Golfo un militare battè il calcio del mitra sul muretto e partì una raffica che uccise il milite Bir El Gobi che si trovava di fronte.

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